Bugie in rosa


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Parlo di me...

Parlo di me…………………

Mi presento

Mi chiamo Emma Daniela Ulacco, sono nata a Roma l’8 maggio 1976.

1993
Dopo il diploma magistrale, mi sono iscritta alla facoltà di Lettere alla Sapienza; durante l’università, ad appena 19 anni, inizio a fare supplenze presso le scuole elementarie lì ho modo di rendermi conto che il mio idilliaco ricordo sulla scuola e sul rispetto verso la maestra - che ho tuttora – Esolo un ricordo. Mi sono trovata di fronte ad una realtà completamente diversa, fatta di bambini (non tutti, per fortuna, ma la maggioranza) maleducati e strafottenti e genitori (non tutti)troppo irrispettosi del lavoro e della professionalità degli insegnantima decido di andare avanti dicendo:

Tanto appena sarò laureata, cambierò lavoro e farò quello che più mi piace!”

2000
Mi laureo con una tesi su “Moravia e i viaggi in Africa”, con la quale vinco il Premio Moravia per migliore tesi. Ma, nonostante mille colloqui e CV inviati, non cambia nulla: continuo a lavorare e a “lottare” nella scuola.

2001

Seguo un corso di informatica – che io detestoper me il computer potrebbe anche non esistere – e continuo con la mia vita da maestrama mi sento sempre molto, troppo inquieta. So che quella non è la mia strada. No lo è mai stata!

E così, finalmente, succede qualcosa.
Scrivo un racconto per partecipare ad un concorso di narrativa. Si intitola “Sogno o realtà?” e da quel momento si accende una lampadina nella mia testa, sempre troppo piena di pensieri!

SCRIVERE! ECCO cosa mi PIACE FARE!

Un giorno, sfogliano un giornale, trovo un annuncio di una scuola di scrittura creativa chiamata
“Omero”. Un po’ scettica chiamo e parlo con il direttore, Enrico, che mi dice che il primo livello del corso di scrittura creativa sarebbe iniziato dopo qualche giorno. Dalla voce mi ha trasmesso serietà, così decido di provare. Behho fatto tutti e tre i livelli previsti ed ho imparato molto grazie ai due prof Enrico – si, il direttore – e Paolo. Due persone eccezionali che amano davvero quello che fanno. Durante il corso ho scritto vari racconti ed ho capito il genere che più mi si addiceva. Inizialmente ero fissata con i racconti di paura e i gialli, quindi nei mie scritti c’erano sempre omicidi, presenze soprannaturali, vendette, ma poi ho visto che, in realtà, i miei racconti di paura, non facevano paura.

La reazione di chi li leggeva – i miei amici ne sono stati le cavie – era un sorriso
...

Forse di compassione?!


Cos
ì, grazie anche ad una situazione che ho vissuto proprio in quel periodo, ho scritto il mio primo racconto divertente che, forse, è stato il preludio al mio romanzo. Il racconto si intitola “Furio”, si, il personaggio di Verdone, e devo ringraziare, ma solo di questo, la persona che mi ha ispirato

2005

E’ iniziato il terzo ed ultimo livello del corso; l’obiettivo era quello di scrivere un romanzo o una raccolta di racconti. Ricordo ancora la mia conversazione con Enrico:

Io non ho alcuna idea. Non ho un argomento. Vorrei completare il mio percorso, ma mi sento completamente vuota.” Enrico mi risponde:

“Non ti preoccupare. Vieni ugualmente, ascolta gli altri allievi e vedrai che troverai quello che cerchi
.”

Ebbene, ho fatto cos
ì. Purtroppo dall’ascolto degli altri ragazzi, non ho avuto alcuna illuminazione, torno a casa piuttosto demoralizzata e mi metto a leggere un libro comprato alla fiera della piccola e media editoria. Il titolo è “Algo màs” di Alfredo Biserni.

All’improvviso mi si è aperto un mondo dopo aver letto una frase del libro che è diventata la citazione iniziale del mio romanzo:

“Era senza dubbio il percorso di una fuga. Me ne rendevo perfettamente conto. Anzi, penso proprio che non ci sia niente di sconveniente nel fuggire. In fondo non è altro che affrontare i problemi nella direzione opposta”.

LA FUGA.
Questa parola ha fatto scattare un meccanismo nella mia mente. Tutto mi è apparso davanti, chiaro, limpido. In realtà era sempre stato lì, ma non riuscivo a vedere. Era arrivata la luce che ha squarciato il buio che era in me.
Inizialmente volevo fare una raccolta di racconti con protagonista una ragazza: Alisea che
è in continua fuga da tutto e tutti. Dalla famiglia, dal fidanzato, dal lavoro, dagli amici. Così scrivo due racconti, quelli che sono poi diventati il capitolo 1 ed il capitolo 9 del libro. Li sottopongo alla lettura dei miei prof esembrano molto divertiti. Mi danno un ottimo consiglio:

“Scrivi un romanzo al posto della raccolta di racconti, visto che la protagonista, i personaggi e il tema sono gli stessi in entrambi i racconti che ci hai portato.”

Inizialmente rimango un po’ perplessa io non sono in grado di scrivere un romanzo, mi ripetevo, ma poi ho iniziato e mi sono divertita tantissimo a scrivere la avventure/disavventure di Alisea.
Dopo due anni ho avuto modo di incontrare delle persone eccezionali e di trovarmi in situazioni che mi hanno portato a conoscere Serena Maffia, quasi per caso, anche se sono convinta che il caso non esista. Evidentemente era il percorso che dovevo fare. Serena
è rimasta entusiasta dalla lettura ecome per magia ora il mio manoscritto è diventato un libro vero e proprio e si trova nella mia libreria accanto ai libri della Kinsella, della Weiner e di altre grandi scrittrici del genere rosae spero nelle librerie di sempre più persone.

Molti mi chiedono
Ma è autobiografico?” che direogni scrittore prende spunto dalla sua vita, dai suoi amici, dai suoi amori, dal suo mondo insomma. Sicuramente quando ho iniziato a scrivere ero una ragazza in fuga, soprattutto da se stessa ed è per questo motivo che proprio la parola magica FUGA ha fatto scattare un meccanismo che mi ha permesso e di scoprire tante cose che da sempre erano lì ma ero troppo cieca da accorgermene. Tutto quello che ci succede nella vita, le persone che incontriamo lungo il nostro cammino, sia pure per un giorno, un mese, un anno arrivano nel momento giusto e per un motivo ben preciso. A me è successo proprio questo. Una persona, alla quale sarò legata per sempre, mi ha aperto gli occhi. Non sempre è semplice . Spesso il cambiamento è doloroso, ma necessario e positivo. Si cresce, si cambia , si va avanti. Fuggire non serve a nulla. Bisogna affrontare la vita e le sue difficoltà.

Alisea l’ha capito ed
è diventata più forte

Io continuo ad insegnare
ma arriverà il cambiamento.

Al momento giusto!



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